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Paragrafo 4 . La penetrazione in Cina e in Giappone.
     
In  Cina,  la penetrazione economica di Inghilterra, Francia  e  Stati
Uniti provocava una vera e propria disgregazione economico-sociale  ed
un  conseguente  indebolimento del potere politico,  esercitato  dalla
dinastia  regnante e dai suoi funzionari. Il peggioramento  delle  gi
misere condizioni di vita di gran parte

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della  popolazione fu all'origine di numerose rivolte,  la  pi  grave
delle quali fu quella dei T'aip'ing, un movimento diffuso tra le masse
contadine di gran parte del territorio cinese. La ribellione, iniziata
nel  1850, assunse le dimensioni di vera e propria guerra civile e  si
protrasse fino al 1864, quando fu soffocata dalle truppe imperiali con
l'appoggio degli occidentali.
     Inghilterra,  Francia, Stati Uniti e Russia, approfittando  della
debolezza  del  sistema politico cinese e dei gravi contrasti  sociali
interni  e ricorrendo a frequenti aggressioni militari, imposero  alla
Cina  una serie di trattati, che i cinesi definirono "ineguali",  cio
iniqui, in quanto a tutto vantaggio dei paesi stranieri. Tali trattati
aggravarono ulteriormente la digregazione del sistema economico cinese
e  sottoposero  a  forti condizionamenti anche  il  sistema  politico,
perch  prevedevano  non solo l'apertura dei porti  cinesi  alle  navi
straniere, ma anche la concessione, nei principali di essi, sia  sulla
costa che lungo lo Yangtzechiang, di vere e proprie aree coloniali. In
queste,  infatti,  gli stranieri, oltre ad esercitare  liberamente  le
attivit  commerciali, si occupavano della riscossione delle  imposte,
dell'amministrazione  della  giustizia e dell'adozione  di  misure  di
polizia.
     A  partire  dalla seconda met dell'Ottocento, anche il  Giappone
fu sottoposto alla penetrazione straniera. Una prima spedizione navale
fu  organizzata  nel  1853 dagli Stati Uniti.  A  questi,  negli  anni
successivi,  si  unirono  le  principali  potenze  europee.  Le   loro
iniziative  furono  favorite, in un primo tempo, dalla  debolezza  del
sistema  sociale giapponese, che presentava ancora caratteristiche  di
tipo  feudale.  L'imperatore  ormai da  secoli  era  privo  di  potere
effettivo, che era invece esercitato dallo shogun, una specie di primo
ministro ereditario, membro della pi potente tra le 276 famiglie  dei
daimyo, che formavano la grande nobilt. Assai numerosa era la piccola
nobilt,   costituita  da  circa  un  milione   di   samurai,   dediti
esclusivamente all'attivit militare. Al di sotto dei nobili c'erano i
chonin,  praticamente una borghesia formata da mercanti,  artigiani  e
intellettuali,  le cui condizioni economiche erano andate  migliorando
nel corso degli anni. Pessime restavano invece le condizioni di vita e
di   lavoro   dei   contadini,  esposti  alla   miseria   costante   e
all'oppressione dei signori, per i quali lavoravano come servi.
     I   contrasti  esistenti  all'interno  della  societ  giapponese
furono  aggravati  dall'arrivo  degli stranieri  e  dalla  conseguente
sottoscrizione  di  trattati ineguali, che, come quelli  imposti  alla
Cina,   causarono  un  grave  dissesto  finanziario  ed  un   generale
peggioramento  della situazione economica. Divent cos definitiva  la
crisi  della societ feudale giapponese e del potere dello  shogun  in
particolare.  Quest'ultimo, infatti, fu sottoposto ad attacchi  sempre
pi estesi ed intensi; insanabile divenne il conflitto con i daimyo  e
i  samurai  impoveriti. I nobili lo accusavano  di  non  aver  opposto
resistenza  agli  occidentali e molti di loro, insieme  a  gran  parte
della borghesia, sostenevano la necessit di una modernizzazione,  che
permettesse  al  Giappone  di  liberarsi  dalla  inferiorit  e  dalla
dipendenza nei confronti degli stranieri. Sempre maggiore era  poi  il
malcontento  dei mercanti, la cui attivit era ostacolata dai  vincoli
del  sistema  feudale, e dei contadini, costantemente  oppressi  dalla
miseria e dalla fame. Dai contrasti si pass, nel 1867, ad una vera  e
propria guerra civile, che si concluse con la sconfitta dello shogun e
dell'antico  potere feudale, e con la riassunzione  dei  pieni  poteri
nelle mani dell'imperatore Mutsuhito.
